Non avevamo mai fatto una crociera e l’idea di provarla almeno una volta nella vita ci incuriosiva. Allo stesso tempo eravamo un po’ preoccupati che potesse rivelarsi una sorta di “condominio galleggiante”, con poca libertà e poche cose da fare. Per certi versi è stato davvero così, ma per molti altri aspetti la crociera si è rivelata molto più interessante e piacevole di quanto immaginassimo.
Personalmente credo che le crociere in inverno o a fine autunno siano le più affascinanti: c’è un’atmosfera unica quando fuori fa freddo, il cielo è nuvoloso e magari piove, mentre tu attraversi le coste illuminate all’alba, al tramonto o di notte, osservandole al caldo dalla cabina o durante i pasti. Guardare il panorama dalle grandi vetrate con il mare scuro e la città in lontananza è una sensazione davvero speciale.
Tutto è iniziato con il classico ingresso al terminal del porto, simile a quello di un aeroporto: check-in, controlli, valigie e poi si sale finalmente a bordo. Le prime ore sono state un po’ confuse, tra tanta gente, ponti da capire e la procedura di emergenza che per fortuna si è rivelata più semplice del previsto. La nostra cabina, con balcone, si trovava in un punto ideale della nave e ci ha colpiti perché era più spaziosa di quanto ci aspettassimo. Non enorme, certo, ma confortevole. Il balcone si è rivelato fondamentale: poter uscire, respirare un attimo, osservare il mare in silenzio senza dover raggiungere i ponti esterni è stato davvero impagabile.

Le tappe del viaggio ci hanno riservato parecchie sorprese: quelle che immaginavamo le più belle lo sono state meno del previsto, mentre alcune che consideravamo secondarie si sono rivelate le più affascinanti. La prima è stata Marsiglia, che ci ha colpiti molto. Non siamo riusciti a visitare il Castello d’If a causa del mare mosso e del vento fortissimo tipico di dicembre, ma esplorare la città, con le sue zone storiche e i suoi castelli, è stato comunque bellissimo.







La tappa successiva è stata Barcellona. Era la nostra prima volta anche lì e la Rambla ce l’aspettavamo più ricca, ma rimane comunque una meta iconica da vedere almeno una volta. Non siamo riusciti a visitare la Sagrada Família, però abbiamo girovagato nel quartiere gotico, pieno di vita, attività e vicoli caratteristici. Nonostante fosse quasi inverno, il clima era piacevole, simile a una primavera del nord Italia, e per certi versi ci ha ricordato la Liguria o la Sicilia nello stesso periodo.







Anche Palma di Maiorca, visitata purtroppo in una giornata grigia, ci ha comunque offerto la sua bellissima cattedrale e un centro storico ricco di negozietti e angoli suggestivi.
La cattedrale di Santa Maria, con le sue forme slanciate e le mura color pietra chiara che la avvolgono più in basso, regala un colpo d’occhio luminoso e maestoso. L’intera città mi è sembrata sorprendentemente pulita e ordinata, un luogo in cui architettura e cura urbana si armonizzano alla perfezione.





Il giorno di navigazione successivo ci ha portati vicino a Cagliari, abbastanza da farci riprendere campo sul cellulare dopo molte ore senza rete, cosa normale quando ci si allontana troppo dalla costa. Avremmo potuto acquistare il pacchetto Wi-Fi, ma il prezzo era davvero alto e alla fine disconnettersi un po’ non ci è pesato.
Questo momento mi ha fatto apprezzare ancora di più l’inverno alle latitudini tra Sardegna e Sicilia: il pomeriggio era soleggiato, il cielo terso e quasi riuscivo a stare in maniche corte fuori sul balcone, in pieno giorno. È stato come un assaggio di primavera, prima di ripiombare, nel giro di pochi giorni, nel triste e umido inverno padano.

Palermo era una delle tappe che aspettavamo di più, ma purtroppo ci ha convinti meno delle altre. Appena scesi siamo stati assaliti da venditori molto insistenti che cercavano di proporci tour turistici in modo decisamente aggressivo. Non ci era mai capitato in nessun’altra città e questo approccio ci ha dato fastidio, tanto da rovinarci un po’ le prime impressioni. Abbiamo comunque visitato un po’ la città per conto nostro: la zona vicina al porto è piuttosto trascurata. Purtroppo, a causa di alcuni problemi, non abbiamo potuto visitare il centro storico.




L’ultima tappa sarebbe stata Civitavecchia, con la possibilità di visitare Roma tramite navetta, ma tra il maltempo, il ritardo nell’attracco della nave e qualche malessere, abbiamo preferito rimanere a bordo. Avendo già visitato altre città nei giorni precedenti, un giorno di riposo in più non è stato affatto male.
Guardando l’esperienza nel suo insieme, una crociera è un modo incredibilmente comodo per vedere più posti in pochi giorni. Ti svegli ogni mattina in un posto diverso, senza dover fare e disfare valigie o affrontare continui spostamenti. È un vantaggio enorme rispetto al viaggio in auto o in treno. Ci sono però anche degli aspetti meno positivi, come il buffet all inclusive, quasi sempre affollato e caotico, o le piscine spesso piene. Anche i negozi a bordo erano meno forniti di quanto ci aspettassimo. D’altro canto, pagando un extra si può mangiare in ristoranti più tranquilli e riservati, che offrono davvero un ambiente più rilassato.

Una delle sensazioni che ricordo con maggior piacere è il lieve dondolio della nave: dopo il primo impatto diventa quasi rilassante, come una culla. Curiosamente, il mal di terra una volta sbarcati è stato più fastidioso del movimento in mare, e per diversi giorni continuavamo a sentirci ondeggiare anche da fermi, ma poi tutto è passato.
In definitiva, una crociera nel Mediterraneo è un’esperienza che consiglierei almeno una volta nella vita: è comoda, veloce e permette di scoprire tanti posti diversi senza stress. All’interno della nave sono disponibili numerose attività: spettacoli, sale giochi, casinò — scommettete con responsabilità — e vari servizi che offrono molte opportunità di intrattenimento se lo si vuole. Personalmente non so se rifarei una crociera: preferisco sentirmi più libero e avere più spazio, alloggiando in hotel e scoprendo i luoghi poco alla volta, ma come esperienza è sicuramente da provare.









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