Ed eccomi qui, a scrivere la mia personale recensione delle Isole Canarie. Onestamente, se me lo avessero detto qualche anno fa, non ci avrei creduto. Per troppo tempo mi sono ripetuto che sarei voluto andarci, ma non trovavo mai la motivazione giusta. Poi, nel giro di cinque mesi, mi sono ritrovato a trascorrere un mese tra le isole.
Ho visitato quelle che più mi incuriosivano: Fuerteventura, Gran Canaria, Lanzarote, La Graciosa e Tenerife. Ho invece tralasciato La Palma, La Gomera ed El Hierro, che non mi hanno mai suscitato un interesse particolare. Ecco quindi una breve recensione di ciascuna isola in ordine di gradimento.
Indice:
#1. 🏖️ Fuerteventura
È senza dubbio la mia isola preferita, per diversi motivi: chilometri e chilometri di costa, spiagge in alcuni tratti quasi caraibiche, terra chiara e secca, e un entroterra che ricorda i paesaggi americani del far west o del Messico. La vegetazione è abbastanza scarsa ed è composta per lo più da arbusti, ma vicino ai centri abitati se ne trova molta di più.
È l’isola più lunga dell’arcipelago e percorrerla da nord a sud richiede quasi due ore di guida. Le distanze tra i vari paesi aumentano la sensazione di spazio e libertà. A differenza delle altre isole maggiori, qui è ancora facile trovare angoli di pace lontani dal turismo di massa. Pur essendo la seconda isola per estensione, l’assenza di rilievi e la presenza di paesaggi ampi e pianeggianti la fanno percepire come la più grande.
Certo, se si vuole soggiornare vicino alla costa bisogna scendere a qualche compromesso, ma troverete sempre una spiaggia dove sentirvi liberi. Nord, centro e sud offrono panorami abbastanza simili, ma se cercate autenticità, i paesini dell’entroterra sono spesso i più genuini. Personalmente adoro il sud, soprattutto per le spiagge spettacolari della penisola di Jandía, con la loro sabbia chiara, dorata e l’acqua cristallina.
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#2. 🌴 Gran Canaria
Un’isola molto turistica — anche se meno caotica di Tenerife. Il sud, la parte più calda e ricca di spiagge, è purtroppo invaso da costruzioni, complessi turistici e tonnellate di visitatori. Tuttavia, il vero fascino dell’isola si trova probabilmente nell’entroterra collinare e montuoso: zone turistiche, sì, ma più autentiche e tranquille rispetto alla costa.
Gran Canaria è ben servita, con una comoda autostrada che quasi circonda tutta l’isola. Se cercate relax e spazi poco affollati, evitate il sud; la costa est, invece, è piuttosto pianeggiante ma non particolarmente affascinante. Il nord, dove si trova la capitale Las Palmas, è più verde e spesso nuvoloso. Viaggiando dal nord più rigoglioso al sud più secco noterete chiaramente il cambiamento del paesaggio, della vegetazione e persino del clima.
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#3. ⛰️ Tenerife
L’isola più turistica e affollata dell’arcipelago. Il sud è un po’ come quello di Gran Canaria: la zona più calda e ricca di spiagge, ma purtroppo anche la più segnata da costruzioni, complessi turistici e un flusso costante di visitatori. Fortunatamente, la costa sud-est si salva in parte: è un’area leggermente più tranquilla, anche se il mare risulta un po’ più mosso rispetto a quello più calmo della zona di Los Cristianos. Il fascino più autentico e meglio conservato si trova invece nel nord dell’isola e sul Teide ma dovete rinunciare al classico clima del sud: tanto sole, caldo secco e giornate asciutte.
Nonostante sia l’isola più estesa, i suoi rilievi montuosi ne riducono la “camminabilità” e attenuano la percezione di vastità. Tenerife è comunque molto ben collegata, grazie a una comoda autostrada che attraversa le principali aree dell’isola. Il contrasto tra nord e sud è netto: spostandovi dalle zone più verdi e rigogliose del nord a quelle aride e secche del sud, noterete chiaramente il cambiamento nel paesaggio, nella vegetazione e perfino nel clima.
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#4. 🌋 Lanzarote e La Graciosa
A mio avviso, le isole meno affascinanti dell’arcipelago. Il paesaggio è dominato da colori scuri, quasi neri, e il contrasto con il bianco delle case crea un effetto visivo un po’ stancante. Guidare per Lanzarote, a tratti, mi risultava quasi fastidioso per gli occhi. Anche qua, la vegetazione è abbastanza scarsa ed è composta per lo più da arbusti, ma vicino ai centri abitati se ne trova molta di più.
Il turismo di massa è molto sviluppato: niente grattacieli, ma enormi distese di casette turistiche nelle zone più balneabili. Ci sono attrazioni particolari — come il Parco di Timanfaya o la Cueva de los Verdes — ma, nel complesso, non riescono a rendere l’isola davvero affascinante. Offre servizi più vicini tra loro rispetto a Fuerteventura, ma secondo me è molto meno piacevole per viverci.
La Graciosa è invece più tranquilla e ha un’atmosfera più rilassata, ma comincia già a soffrire di sovraturismo, che ne intacca un po’ la magia.
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#5. 🗺️ Isole non visitate
Le altre isole — La Palma, La Gomera ed El Hierro — per i miei gusti sono troppo montuose e molto verdi, con un’offerta balneare piuttosto limitata. Senza dubbio regalano un ambiente più naturale e tranquillo, ideale per chi ama la natura incontaminata e l’escursionismo. Tuttavia, risultano anche meno calde, poco pianeggianti, poche o niente spiagge, meno servizi e collegamenti meno comodi.
A questo si aggiungono un numero limitato di servizi essenziali: trasporti, negozi, strutture ricettive e assistenza. Capisco il loro fascino e riconosco che possano piacere a chi cerca un turismo più selvaggio e attivo, ma non rispecchiano ciò che cerco. In poche parole: hanno molto da offrire, ma non fanno per me.
#6. 🌞 Vivrei alle Canarie?
Bella domanda. In teoria sì, ma solo a Fuerteventura, per quanto ho potuto vedere. Le Canarie sono un posto piacevole: la gente del posto è gentile, il sole abbastanza alto da scaldare sempre e il clima è davvero invidiabile — praticamente quasi tutto l’anno è estate di giorno e primavera inoltrata di sera. Il vento in inverno può risultare un po’ fastidioso, ma nella maggior parte dei casi basta una felpa per risolvere il problema. L’acqua dell’oceano è abbastanza freschina e il bagno è accettabile senza muta solo in estate o i primi mesi d’autunno.
Ci si deve abituare al turismo intenso e costante e al fatto che molti prodotti “italiani” non siano sempre facili da trovare. Nel complesso, però, la qualità della vita resta buona: si vive bene, il clima può essere un vero punto di forza per chi cerca sole e temperature miti tutto l’anno, e molti beni hanno costi inferiori rispetto all’Italia — anche se non tutte le marche e i prodotti seguono lo stesso vantaggio di prezzo. Il turismo è veramente abbondante e costante tutto l’anno, ovviamente le aree più calde, soleggiate e belle ne hanno molto di più. Dipende anche da isola a isola; a mio avviso Fuerteventura ancora si salva un po’ essendo molto vasta, ha molti più posti tranquilli, anche se i grandi centri vicino alla costa sono tutti molto turistici. Tutte le altre isole invece, tranne le meno frequentate (La Palma, La Gomera ed El Hierro) danno invece un’impressione di turismo più intenso e soffocante.
Il rovescio della medaglia è il crescente malcontento tra i residenti, causato dal sovraturismo: l’aumento dei prezzi di beni, servizi e soprattutto delle abitazioni sta rendendo la vita quotidiana sempre più difficile, aggravata da salari fermi e poco adeguati al costo della vita. Con circa 2,2 milioni di abitanti, le isole accolgono ogni anno un numero di turisti quasi otto volte superiore, una pressione enorme che ha fatto lievitare anche il prezzo dell’offerta turistica, a volte fuori da qualsiasi logica di ragionevolezza. Nonostante questo, la popolazione locale non mostra mai ostilità verso i visitatori: al contrario, continua a distinguersi per grande cordialità, educazione e rispetto, accogliendo i turisti con la gentilezza che la contraddistingue.
A livello di servizi, le Canarie mi sembrano nel complesso tutte piuttosto attrezzate, almeno per quanto riguarda i servizi di base. Le isole più piccole possono avere qualche infrastruttura o attività in meno rispetto a quelle maggiori, ma garantiscono comunque gli stessi servizi essenziali: sanità, supermercati, trasporti e collegamenti principali. La pecca che più mi infastidisce, però, è che il cibo medio nelle zone turistiche è un po’ “spazzatura”, pensato soprattutto per un turismo nord-europeo più che per un gusto mediterraneo. Per trovare qualcosa di davvero caratteristico, secondo me, bisogna allontanarsi dai centri del turismo di massa e cercare i piatti autentici nelle aree meno affollate, dove la tradizione gastronomica locale emerge con più forza… oppure cucinare da sé.
Ho trovato le infrastrutture e le strade generalmente ben collegate e in buono stato, con un’efficienza e una cura che rispecchiano gli standard europei. Le isole più grandi, come Tenerife e Gran Canaria, offrono anche qualche servizio aggiuntivo e maggiori possibilità di lavoro, soprattutto in ambito turistico o digitale. In ogni caso, non ho percepito alcuna mancanza che possa far sentire chi ci vive “fuori dal contesto europeo”: servizi e infrastrutture restano solidi e di buon livello, e l’insieme trasmette una sensazione di piena appartenenza all’Europa, senza farci sentire in alcun modo isolati o lontani dal resto del continente.
Ah… un mito da sfatare riguarda le cucarachas: se ne parla spesso come di un problema insormontabile, ma in realtà non sono così temibili come si dice. Certo, non sono belle come una farfalla, ma nelle strutture e case nuove, ben tenute e pulite è davvero raro incontrarle. Un altro aspetto positivo è la quasi totale assenza di zanzare: nelle strutture in cui siamo stati, infatti, non abbiamo mai visto una zanzariera.
Insomma, si può vivere bene alle Canarie: serve solo un po’ di spirito di adattamento e la consapevolezza che, come in ogni paradiso, qualche piccolo compromesso ci sarà sempre. Ma nel complesso, ne vale assolutamente la pena. Qualcuno le considera “i Caraibi d’Europa”, in realtà sono più dei sub-Caraibi, ma è la miglior approssimazione europea possibile che abbiamo a poche ore di volo dall’Italia.









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