Non so se tra voi lettori ci sia qualcuno che si sia mai chiesto come mai io sia qui a parlare di oro. Mi spiego meglio: vi siete mai domandati quali eventi o quali scelte mi abbiano portato ad appassionarmi proprio a questo metallo?
Beh, che ve lo siate chiesto oppure no, oggi sono qui per raccontarvelo!
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🚨 Non è una consulenza finanziaria:
Questo contenuto ha finalità informative e riflette opinioni personali. Non costituisce consulenza finanziaria, legale o fiscale, né un invito a investire. Prima di prendere decisioni, valutate la vostra situazione e, se necessario, consultate un professionista abilitato. [di più…]
Indice:
#1. 🧭 Introduzione
Sono nato in una famiglia del ceto medio-basso. Non mi è mai mancato nulla per vivere e, ogni tanto, la mia famiglia riusciva a concedersi qualche piccolo sfizio, senza mai esagerare. Le vacanze, però, erano eventi più unici che rari.
Fin da piccolo sono stato abituato alla cultura del risparmio e, in un senso non strettamente finanziario, anche a quella dell’investimento: sacrificare oggi per stare meglio domani.
I miei genitori depositavano tutte le mance ricevute per compleanni o festività — quelle che mi davano i parenti, che non erano nemmeno tanti — in un libretto postale. Mi dicevano che, una volta cresciuto, avrei potuto contare su una cifra più importante.
Sono convinto che abbiano fatto il massimo possibile per me, anche sotto questo aspetto.
#2. 🧩 Il problema
Ora facciamo un salto temporale di alcuni decenni e arriviamo a qualche anno fa, quando non sapevo praticamente nulla dell’oro, se non che fosse bello, costoso e che solo i ricchi potessero permettersi di comprarne grandi quantità.
A un certo punto mi sono ritrovato responsabile nella gestione di una certa somma di denaro: non enorme, ma nemmeno trascurabile. L’obiettivo non era mettere il capitale a rischio, bensì preservarlo il più possibile dalla svalutazione o da qualsiasi evento che avrebbe potuto ridurlo.
Fortunatamente ne fui informato qualche mese prima di ricevere questa somma, e questo mi diede il tempo di formarmi e studiare quale potesse essere la strategia migliore per tutelare il capitale.
Comprai il libro Investire for Dummies di Massimo Intropido e, ancora oggi, credo sia stata la scelta migliore per iniziare a studiare una materia che non mi aveva mai interessato particolarmente: la finanza.
L’ho sempre considerata noiosa, complicata e quasi da emicrania. In parte è vero: può essere complessa. Ma il vero problema, secondo me, non è la materia in sé, quanto il fatto che non venga insegnata nella scuola dell’obbligo, nemmeno nelle sue basi. Pensateci: è un po’ come se una persona analfabeta imparasse a leggere e scrivere in età adulta. Sarebbe difficile per chiunque, giusto?
Così, capitolo dopo capitolo, ho iniziato a conoscere tutte quelle classi di investimento che fino a quel momento avevo sempre considerato qualcosa da cui stare alla larga.
Pur avendo avuto una discreta esperienza positiva nel mondo delle criptovalute, le scartai a priori perché non riuscivo più a comprenderle davvero. A mio avviso, lo sviluppo delle funzionalità che avrebbero dovuto dare valore intrinseco a questi strumenti era diventato secondario, sostituito da una speculazione estrema.
Col senno di poi, se avessi investito quei soldi in Bitcoin, probabilmente avrei fatto un buon affare. Ma non era quello il punto: dovevo proteggere il capitale. Ancora oggi considero le criptovalute una bolla, forse addirittura più grande e più rischiosa di prima.
#3. 📚 La ricerca
Il tempo stava per scadere e dovevo prendere una decisione. Così iniziai a scorrere, una dopo l’altra, le classi di investimento che avevo studiato, costruendo una tabella dettagliata con vantaggi e svantaggi.
Qui sotto vi riporto ciò che è rimasto di quel foglio di carta.
| Classe d’Investimento | Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|---|
| Contanti | I soldi non diminuiscono. | Il potere d’acquisto diminuisce anche se i soldi rimangono gli stessi. I contanti una volta ritirati sono difficili da rimettere sul conto perché la banca potrebbe fare storie. |
| Conto corrente | I soldi non diminuiscono. | Il potere d’acquisto diminuisce anche se il saldo rimane lo stesso. In caso di fallimento della banca, i fondi del FITD non sarebbero sufficienti a ricoprire il mio saldo, anche se dovesse essere inferiore ai 100 mila euro. |
| Conti deposito | Piccoli guadagni e svincolabili. | In caso di fallimento della banca, i fondi del FITD non sarebbero sufficienti a ricoprire il mio saldo, anche se dovesse essere inferiore ai 100 mila euro. |
| Buoni Fruttiferi Postali | Interessi buoni nel lungo periodo e svincolabili. CDP tutela i Buoni fino a 100 mila euro. | Interessi bassi nel breve e medio periodo. Perdita parziale degli interessi se non matura lo scaglione di anni. |
| Obbligazioni | Interessi più alti dei Buoni Fruttiferi Postali nel breve e medio periodo. | Interessi bassi, i tassi sono ai minimi. |
| Azioni | Alti potenziali di guadagano. | Non saprei su quale azienda investire, rischio di perdere una considerevole parte del capitale se dovessi sbagliare. |
| Fondi comuni | Possibilità di adottare una strategia facilmente. | Troppe commissioni di mezzo. (Non avevo ancora compreso gli ETP) |
| Tutto il resto | Ancora troppo complicato. | Ancora troppo complicato. |
Allo stesso tempo non volevo rivolgermi a un consulente finanziario, perché desideravo essere pienamente responsabile sia dei miei successi sia dei miei fallimenti. Voi, però, non fate come me: se avete dubbi su come gestire il vostro patrimonio, rivolgetevi a un professionista.
Ero quasi tentato di scegliere i Buoni Fruttiferi Postali: sembravano la soluzione ideale. Avrei potuto ottenere un rendimento discreto lasciandoli maturare nel tempo e, allo stesso tempo, avrei avuto la possibilità di ritirarli in qualsiasi momento in caso di necessità.
Tuttavia, c’era qualcosa dentro di me che mi tratteneva dal fare quella scelta. Sentivo che fosse improbabile non esistesse qualche alternativa al di fuori del sistema finanziario tradizionale per mettere davvero al sicuro i miei soldi.
#4. 💡 La soluzione
E così, con la fronte aggrottata e la testa appoggiata al braccio, all’improvviso mi si accese una lampadina. D’istinto iniziai a sfogliare il capitolo dedicato alle materie prime e ai metalli preziosi.
In quel momento accadde qualcosa di quasi magico — non necessariamente legato alla lettura — che fece nascere dentro di me un interesse per l’oro sempre più forte nei giorni successivi.
Fino ad allora avevo sempre considerato l’oro e i metalli preziosi come uno sfizio riservato ai ricchi o come qualcosa da regalare nelle occasioni speciali. Mai, lo giuro, avrei pensato che una persona comune potesse acquistare oro, argento, platino e palladio per proteggere il proprio capitale o investire nel lungo periodo.
E invece tutto questo era possibile. Ma, a differenza di molti altri investimenti, avrei potuto toccare oro e argento con le mie mani e custodirli dove ritenevo più opportuno, al riparo da occhi indiscreti e da decisioni arbitrarie altrui.
Naturalmente compresi anche i possibili limiti e periodi di minor prestazione rispetto ad altri beni o titoli. Tuttavia, in quel momento storico, il contesto sembrava particolarmente favorevole per l’oro. In ogni caso, feci le mie valutazioni con attenzione.
Fu lì che iniziò la mia avventura in un mondo completamente nuovo. Non ci crederete, ma pochi mesi dopo quella decisione nacque lo spazio che oggi state leggendo.









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